L'arcipelago

Storia

Secondo alcune leggende, le Azzorre andrebbero associate ad Atlantide, il mitico regno insulare citato da Platone. In termini storici, invece, fin dalla seconda metà del Trecento alcuni libri e mappe fanno riferimento a nove isole approssimativamente corrispondenti a quelle azzorriane: ma queste entrano a far definitivamente parte della mappa d’Europa solo in seguito all’epopea marittima portoghese, guidata dall’Infante D. Henrique.  Non sappiamo bene se il primo navigatore a raggiungere le Azzorre sia stato Diogo de Silves, nel 1427, o Gonçalo Velho Cabral, nel 1431. Anche sull’origine del nome Azzorre (Açores, in portoghese) esistono diverse teorie: la più corrente associa il toponimo alle numerose poiane qui avvistate e, all’epoca, confuse con un altro rapace ─ l’astore (appunto l’açor, in portoghese). È invece sicuro che sia stato l’Infante D. Henrique a dare impulso al popolamento umano delle isole, dapprima portandovi animali (1431- 1432), ed inviandovi dei coloni dal 1439 in poi.

Il popolamento continuò: nel Quattrocento (Gruppo Orientale e Centrale), e nel Cinquecento  Gruppo Occidentale), ebrei, mori, fiamminghi, genovesi, inglesi, francesi e schiavi africani raggiunsero le genti venute dal Portogallo, e tutti insieme affrontano i duri ostacoli che si opponevano alla loro missione.

Quest’impresa epica forgiò un popolo che, secolo dopo secolo, ha saputo resistere ad eruzioni vulcaniche, terremoti, isolamento, attacchi di pirati, guerre politiche e malattie devastanti. La resistenza contro il dominio spagnolo, all’epoca della crisi dinastica del 1580, e il sostegno dato alla causa liberale durante la guerra civile (1828-1834), rivelano chiaramente il coraggio degli azzorriani. Durante il XX secolo quest’audacia si manifestò nell’epopea baleniera, quando gli uomini, in barchette di legno, affrontavano i giganteschi capodogli nell’immensità dell’oceano.