Una falesia in cui il verde della vegetazione contrasta con l’azzurro del mare
Panorama dal belvedere di Santa Iria, sulla costa nord di São Miguel.
Lago di Furnas – La cittadina di Furnas è la maggior idropoli d’Europa

Geografia

São Miguel è l’isola più grande dell’Arcipelago, con 62,1 km di lunghezza e 15,8 di larghezza massima. La superficie di 744,7 km2 ospita più di metà della popolazione azzorriana: 133.816 abitanti (dati del 2008). São Miguel, insieme all’isola di Santa Maria, situata ad 81 Km di distanza, forma il Gruppo Orientale dell’Arcipelago delle Azzorre.Il suo punto più elevato (1105 m) corrisponde al Pico da Vara, a 37°48’34’’ di latitudine nord e 25°12’40’’ di longitudine ovest.

Storia

São Miguel fu probabilmente scoperta dai navigatori portoghesi fra il 1427 e il 1431, subito dopo Santa Maria. Il popolamento iniziale risale al decennio del 1440, sotto la guida di Gonçalo Velho Cabral, e fu intrapreso da colonizzatori oriundi dalle regioni del Nord, dall’Estremadura, dall’Algarve e dall’Alentejo. Arrivarono poi anche comunità more ed ebraiche, ed altri stranieri (specialmente francesi e inglesi). I terreni fertili e l’esistenza di insenature sicure rapidamente fecero dell’isola una piattaforma conmerciale. La sua crescita economica si basò essenzialmente sulla coltivazione ed esportazione del frumento e del guado, i due prodotti che stimolarono il popolamento dell’isola.

Fino al terremoto dell’ottobre 1522, che lasciò dietro di sé una scia di distruzione, la capitale fu Vila Franca do Campo. Ponta Delgada conquistò allora un ruolo fondamentale, e fu elevata alla categoria di città nel 1546. L’ultima parte del XVI secolo fu contraddistinta da molti attacchi corsari; São Miguel fu inoltre occupata da truppe spagnole nel 1582, data la resistenza azzorriana alle forze militari del nuovo re del Portogallo, Filippo II di Spagna. Dopo la restaurazione della monarchia portoghese, nel 1640, lo sviluppo conmerciale ricominciò, e si strinsero ulteriormente i legami con il Brasile.

L’esportazione delle arance, principalmente verso la Gran Bretagna, costituì la principale fonte di ricchezza fra il XVIII secolo e la prima metà del secolo seguente. Risalgono a quest’epoca molte delle chiese decorate ad intaglio dorato, ed i palazzi in pietra raffinatamente scolpita che oggi meravigliano i visitatori. La perdita degli aranceti, in seguito ad alcune infestazioni che dal 1870 in poi li distrussero, ridusse drasticamente la produzione e fu all’origine di un flusso di emigrazione verso il Brasile e gli Stati Uniti.

L’introduzione di nuove colture – ananas, tè, tabacco e lino neozelandese (Phormium) – originò una nuova espansione economica nel XIX secolo. L´economia si mantenne florida durante il Novecento, principalmente grazie all’allevamento bovino, che alimentò l’industria dedicata alla trasformazione del latte. Dal 1980 si verificò lo sviluppo del settore terziario, che attualmente impiega la maggioranza della popolazione. Il turismo è una delle sfide più recenti di São Miguel, isola che è anche sede del Governo Regionale delle Azzorre.





Close Up immagine di acqua bollente nel terreno in FurnasVista aerea del porto Caloura bella, con un tempo sereno e acqua puraStrada secondaria che conduce alla montagna pico all'orizzonte